A Wuxi si mangia italiano... Molto Bene!

 Il mese scorso, di ritorno da tre giorni di meraviglie culinarie gustate a Taizhou, che al solo pensiero mi viene un'immediata e intensa nostalgia di cibo cinese, ho trascorso qualche giorno a Wuxi. Per capirci, sono entrambe città della provincia dello Jiangsu, la prima nel 2010 contava "solo" poco meno di cinque milioni di abitanti, mentre la seconda ha ormai superato i sei milioni di abitanti del 2010.

Wuxi, così vicina a Shanghai non solo geograficamente, ma anche "emotivamente", nel senso che si percepisce uno slancio volitivo fortissimo a trasformarsi assai rapidamente in una città dal respiro internazionale come la vicina metropoli, pur possedendo ancora molte caratteristiche che svelano la sua recentissima ascesa nel novero delle città di prima fascia, ha chiari segni che ne fanno intravedere le ulteriori potenzialità di crescita e sviluppo, possibili con i sconvolgentemente rapidi tempi cinesi.

In questo luogo così proteso verso l'occidente e gli occidentali, ma con presenze straniere inferiori rispetto ai numeri di Shanghai, in una zona che è tipicamente dedicata agli stranieri e alle loro cucine, assai riconoscibile perchè presenta caratteristiche simili, anche dal punto di vista architettonico, a zone così strutturate visibili a Nanjing come a Shanghai, c'è un locale italiano dal nome benaugurante: Molto Bene.

 Già dal nome si capisce che il locale ruota attorno al suo gestore, Massimiliano Pintus, per tutti Max, che nel suo intercalare usa spesso questa espressione, anche come monito a non perdere la positività che lo caratterizza. Originario di Iglesias, cittadina del Sulcis iglesiente, in Sardegna, da cui manca da vent'anni, da cinque anni Max si è trasferito in Cina. Gestisce il Molto Bene dallo scorso novembre, dopo essersi distinto nell'ambiente ristorativo ed aver conquistato la clientela di Wuxi, con cui ha molto legato fin da subito. Non a caso i soci proprietari del locale, Mr. Yishu e Mr. Jason, sono stati suoi affezionati clienti fin dal suo primo arrivo a Wuxi.

Che cosa rende il Molto Bene diverso e migliore di alcuni ristoranti italiani che ho visto in Cina? Sicuramente la cura dei dettagli, dalla scelta delle materie prime di qualità, all'impegno nella formazione del personale (con alcuni elementi dello staff Max collabora da diverso tempo ed ha creato un ottimo clima di squadra), alla disponibilità verso i clienti, con un'affabilità mai stucchevole che fa sentire accolti e anche un po' piacevolmente "coccolati", alla voglia di migliorare, che lo porta a mettersi in discussione e a non smettere mai di voler imparare cose nuove.

I piatti del Molto Bene rappresentano l'idea del comfort food per gli stranieri residenti a Wuxi, gli italiani in primis, ma attraverso la divulgazione appassionata che Max fa della cucina italiana e delle sue caratteristiche, meno note ai clienti cinesi, il Molto Bene è apprezzato anche da una nutrita clientela autoctona.

 Tutto questo lo può percepire chiunque entri nel suo locale, si sieda ad uno dei tavoli, scelga del buon vino italiano con cui accompagnare una pizza fatta come si deve (chi ha mangiato pizza all'estero può capire quanto ciò non sia scontato), o un piatto di spaghetti al pomodoro, consolatoria certezza per molti expats nostalgici e stuzzicante novità per neofiti avventori cinesi. I golosi troveranno persino il gelato (niente di confezionato, lo producono loro fresco, quindi alcuni gusti, specie quelli con la frutta, variano a seconda della stagione).

E di sottofondo... sempre musica italiana! Qualche sera persino dal vivo, come quando il trio di Favata (con Salvatore Maiore, contrabbasso e Marcello Peghin, chitarra) è passato durante una tournèe in Cina, o quando anch'io e il pianista con cui formo il duo Sonus, di ritorno da una masterclass ed un concerto a Taizhou, prima di un altro concerto all'auditorium del Grand Teather di Wuxi, abbiamo passato qui piacevoli momenti, avvicinando il pubblico alla musica italiana, ottenendo persino istanti di rapito silenzio da clienti cinesi, affascinati dalla novità, e da qualche italiano un po' nostalgico.

In queste foto, da sinistra: il trio di Favata  in concerto a Beijing, il duo Sonus in concerto a Wuxi.


Max non si ferma alla diffusione della ricchezza enogastronomica italiana, ma è orgoglioso di promuovere anche la cultura italiana in Cina, ad esempio incoraggiando l'esibizione di artisti italiani, o promuovendo le attività del circolo culturale Antonio De Curtis, da poco fondato, che ha sede proprio al secondo piano del Molto Bene e sta suscitando vivo interesse anche presso il Consolato Italiano. Mosso dalla passione e dalla volontà di fare, con ritmi, orari e tensioni non indiffrenti da gestire, Max prosegue la sua personale avventura in Cina sorridendo alla vita, che da espatriato non è mai semplice, giorno dopo giorno, con la capacità di prendersi anche dei fugaci momenti di pausa in cui poter osservare quanto fatto fin lì e ripartire, ogni volta, grato a se stesso di quanto è riuscito a fare e consapevole di dove vuole arrivare.
Un consiglio? Tenete d'occhio Max... a breve vi sorprenderà ancora con nuove iniziative scaturite dalla sua creatività inarrestabile.

In queste foto da sinistra a destra: Max (Massimiliano Pintus) all'incontro del Console Generale italiano Stefano Beltrame con il Sindaco di Wuxi, Wang Quan, per promuovere l'Italia anche nelle città di secondo livello; con Mr. Yishu, socio di maggioranza del Molto Bene; con il Console aggiunto (italian economic consul) Ludovica Murazzani; con il Console Generale Stefano Beltrame.