Ilaria Corona: l'anti-influencer sarda made in Sulcis.

 

Non ricordo esattamente quando ho visto il primo post di Ilaria su Facebook e nemmeno di che cosa trattasse, tuttavia ricordo d'aver riso di cuore e di aver voluto andare a cercare il suo profilo per provare a sapere qualcosa di più su quella mia omonima che sembrava avere molti punti in comune con il mio modo di affrontare la vita.

 

Non sono una ragazzina, perciò, quando creo quello che potremmo definire un legame virtuale con delle persone attraverso un social, specie se la persona in questione vive vicino a me, desidero poi incontrarla di persona, perchè trovo un po' alienante la conoscenza attraverso il filtro dei social, che comunque non permettono d'avere una percezione effettiva della realtà, tanto meno del carattere di una persona. Non che questo sia scontato da comprendere nemmeno nella vita di tutti i giorni, ma ritengo che il contatto visivo, la stretta di mano e la possibilità di dialogare stando l'uno di fronte all'altro siano altra cosa dal mettere adesivi sprizzanti cuoricini o animaletti piegati in due dal ridere.

 

Ho avuto modo di parlare con Ilaria, di passare un po' di tempo con lei, di corsa tra i nostri impegni, e la sensazione è stata di incontrare un'amica di vecchia data, anche se ovviamente non avevamo condiviso nulla di comune nel nostro passato. Quella confidenza che hai con amiche che ti hanno vista crescere, che sanno quali sono i tuoi punti deboli e non li usano contro di te, che ridono delle stesse scemenze per cui ridi tu e s'incazzano per le tue stesse ragioni. Quella sana leggerezza nel voler affrontare col sorriso e, se serve, anche con una sonora e molto determinata risata, problemi, insicurezze e paure, mi trova in sintonia totale con quella che fino a pochi mesi fa era una perfetta sconosciuta e che per certi aspetti lo è tuttora. E' stato gratificante incontrare un'altra persona che riconosce il valore della leggerezza. Non si parla di ghigno satirico o di risata da oca giuliva, ma di una liberatoria risata utile ad andare avanti con coraggio, anche quello di prendersi in giro.

 

 

"Ma che c'avrà da ridere 'sta donna? Perchè non si lamenta come tutti gli altri? Chi si crede di essere? Non fa mai la seria quella?" Qualcuno magari avrà letto il suo libro Come l'erba dei campi e penserà che, almeno lì, finalmente è un po' seria. In realtà io credo che nei suoi monologhi, in cui ogni tanto sbuca anche una tata, che rappresenta la parte di lei che sente come un giudice, a volte anche severo, verso se stessa, per le sue (presunte) mancanze nei confronti dei suoi affetti più cari, dai figli a se stessa, causate dai ritmi di vita in cui tutti in qualche modo ci lasciamo avvolgere e costringere, portandoci a fare scelte che col tempo ci capita di non approvare più, dando origine magari a rimpianti, lei esprima la sua essenza più vera, esponendosi al mondo sapendo di essere vulnerabile. Ma il gioco sta proprio in questo: non smettere di essere viva e di essere se stessa anche se questo comporta dei rischi. I "leoni da tastiera", i pavidi che non vogliono rischiare fino in fondo di essere se stessi, per paura di venire feriti, vanno in reazione davanti a lei, del resto Ilaria, pur avendo un numero nutrito di followers che seguono (e alcuni persino copiano senza citarla!) i suoi post ogni giorno, è un'anti-influencer. Scrive per il motivo per cui ogni grande autore scrive: il bisogno di esprimersi.

 

 

Vive nel Sulcis, in una piccola frazione con una storia passata di miniere, un presente di voglia di resistere e crescere e un futuro di speranza di collaborazione tra chi ama davvero la sua terra e prova a non scappare, a non abbandonarla in balìa dei potenti di turno. In questo territorio del sud Sardegna ci sono uomini e donne obiettivi riguardo alla loro realtà e determinati a viverla con coraggio e un po' di quel famoso orgoglio sardo, che al di là di certe idee da spot pubblicitario, ha radici profonde nel territorio.

 

Forse però Ilaria piace più ai "continentali", ai non sardi come me, perchè inevitabilmente meno coinvolti da alcuni aspetti socio culturali che la determinano, ma anche perchè quello che esprime lei va al di là del territorio e ci si può riconoscere in molti dei suoi racconti anche se si è nati e cresciuti lontano da lei, perchè magari certe sfumature local possono essere diverse, ma il succo resta il medesimo, ed è quello che i suoi followers vogliono bere ogni volta che scorrono i suoi post.

 

Ho deciso di scrivere questo (noiosissimo, scusa omonima!) articolo principalmente perchè mi sono stufata dei "furbetti" che copiano i suoi post e poi perchè rispetto ai tanti influencer vuoti di contenuti e di personalità credo che Ilaria sia decisamente diversa. Ok, ora ho finito... potete andare a leggere i suoi post.

 

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