International street food festival San Giovanni Suergiu 2018

Quando torni quattro volte nel medesimo stand non è per la simpatia della signora ateniese, che comunque era davvero molto gradevole, ma perché ti mangeresti tutti quei meravigliosi triangolini di pasta fillo ripieni di feta, pepe e prezzemolo e per buon cuore nei confronti degli altri ti limiti a quattro!!!

Sono molto impegnata ultimamente e le mie uscite sono limitate, ma ci tenevo a non perdermi questo festival ed ho persino preso i biglietti con un certo anticipo. Devo dire che, per essere la seconda edizione, sono rimasta abbastanza soddisfatta. E' vero che ci sono molti aspetti su cui si può migliorare l'organizzazione dell'evento, ma la serata è stata davvero molto piacevole e l'afflusso di pubblico è stato tale che per alcuni stand non sono nemmeno riuscita ad arrivare in tempo ad assaggiare qualcosa.

16 stand per viaggiare tra profumi e sapori del mondo. Dalla Polonia al Cile, passando per la Sardegna, ognuno di loro offriva sfizioserie da gustare passeggiando intorno alla piazza del paese, tra balli sudamericani e un coinvolgente spettacolo di un artista di strada originario di San Giovanni Suergiu. Ho apprezzato moltissimo, da mamma, uno spazio bimbi in cui alcune ragazze molto pazienti e propositive hanno coinvolto mia figlia e altri bimbi che hanno potuto dare libero sfogo alla loro fantasia con carta e colori o si sono divertiti a farsi truccare.

Tema cardine della serata era il fritto. Dai succulenti triangolini di pasta fillo della signora ateniese di cui accennavo prima a mini "polentine" fritte condite con verdure crude in salsa piccante, fagottini ripieni di carne, empanadas, pollo come ripieno o fritto e condito con spezie, polpettine e involtini vari, raviolini ripieni di ricotta (la mia biondina ha fatto il bis da tanto che erano buoni) fino ad arrivare alle zeppole, soffici e gustose, ai dolcetti al cocco o alle noci (per me in assoluto i più gustosi), ogni stand ha offerto piccoli camei di golosità, tra dolce e salato.

Nonostante il caldo estivo qualcuno ha indossato anche abiti tradizionali, come ad esempio le bellissime ragazze arrivate dalla Polonia, il cui stand era sicuramente il più bello come allestimento.

Ovunque si veniva accolti dal sorriso di chi era intento a preparare o a servire profumati cibi e venivano elargite spiegazioni su ingredienti e tecniche, mentre la folla aumentava e finiva velocemente le scorte, entusiasta.


Come dicevo, molto si può fare per migliorare questa bella iniziativa, ma è bello vedere che in un comune così piccolo del sud Sardegna ci sia voglia di aprirsi al mondo anche attraverso il cibo. Lo street food è fatto per muoversi. Io lo amo molto perchè mi permette di "assaggiare" i luoghi in cui è preparato mentre cammino per le strade di un nuovo paese. In questo caso le strade erano quelle di un grazioso paesino che ha fatto entrare un po' di mondo e magari ha stimolato nel pubblico la voglia di andare a visitare i paesi da cui arrivano questi cibi semplici, poco elaborati, ma che racchiudono un pezzetto di anima dei territori che rappresentano. Da "malata di Cina" mi è mancato uno stand orientale, ma confido che nelle prossime edizioni si provveda ad aumentare il numero dei paesi coinvolti in questo bell'esempio di commistione di culture. Conoscere un po' di più il diverso da sé, anche attraverso il cibo, è un passo avanti verso l'abbattimento di muri d'ignoranza.

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