Claudio Stara, alias Nerone, un virtuoso esempio di self-made man sardo

Dopo aver assaggiato con entusiasmo alcune specialità tra le pizze e le proposte della cucina di Nerone, ho voluto conoscere di persona Claudio Stara per capire i motivi concreti di questa storia di meritato successo.

Si parla tanto di italiani "bamboccioni" viziati che non si adattano al mondo del lavoro flessibile, in continuo divenire e si arroccano su standard di vita irreali, a spese di mamma e papà che troppo li viziano e non permettono loro di conoscere il mondo reale, "facendosi le ossa" e altre simili scempiaggini che io, per reazione a tutto questo "straparlare" sulla generazione dei trentenni/quarantenni, ho iniziato a portare esempi virtuosi, perchè ho sempre odiato le generalizzazioni e se qualcuno fa bene il suo lavoro, con passione, sacrificio e correttezza, trovo sia doveroso parlarne, sennò ci riduciamo tutti a vecchi rancorosi che "sparano a zero" a prescindere, mossi dall'invidia di chi non ha più l'età nè la forza per fare ciò in cui altri si cimentano con determinazione e senza boria.

 

Claudio è il prototipo del self-made man. Ha trascorso la giovinezza a lavorare, accettando mestieri faticosi e a volte anche pericolosi, senza mai tirarsi indietro, trascorrendo i periodi di pausa imparando il mestiere di pizzaiolo sul campo. Spinto quasi controvoglia a iniziare un suo percorso come piccolo imprenditore proprio da chi gli aveva insegnato il mestiere, Claudio prende il coraggio a due mani e poco per volta, facendo affidamento solo sui suoi guadagni, passo dopo passo, inizia a creare la sua impresa. Uso volutamente i termini impresa e imprenditore, perchè il modo di affrontare questa sfida così ardua e piena di ostacoli e imprevisti è stato da manuale, nel senso che ogni scelta fatta sembra la risposta ai consigli presenti nell'ampia bibliografia di saggi sul perfetto imprenditore, che spronano a creare un corretto business plan e ad attenersi ad esso rispettando i giusti tempi di crescita dell'azienda che si vuole man mano creare, dando stabilità alla stessa e credibilità crescente.

 

Se pensate che tutta questa capacità di gestione derivi da esperienze assimilate in una famiglia di imprenditori siete fuori strada, se l'attribuite a studi economici in cui Claudio si sia distinto state ancora sbagliando. No, il buon senso, la ponderatezza, la capacità d'osservazione e d'apprendimento unite ad una impressionante tenacia nel sostenere ritmi di lavoro terrificanti sono la ricetta del successo di Nerone. Ogni dettaglio è stato curato e vissuto fino in fondo, ogni conquista è stata sudata e condivisa con il resto dello staff. Già, perchè Claudio è prima di tutto leader di una squadra vincente, della quale è orgoglioso e per la quale si sente responsabile, per cui descivendo i pregi dei suoi collaboratori (detesta l'espressione dipendenti) è capace di commuoversi. Non è tronfio del suo successo, che mette sempre in discussione desiderando migliorarsi, ma gioisce di quanto è riuscito a fare.

 

 

Tutto questo valore aggiunto lo si respira entrando nel suo locale, osservando il sorriso delle cameriere, l'allegria dei clienti abituali e occasionali, che si sentono accolti in un ambiente sereno dove il comfort food è esteso anche all'arredamento.

 

L'attuale locale è la terza evoluzione del nucleo iniziale. Da piccola struttura in stile chiosco con pizza al taglio dalle forme e condimenti innovativi per il territorio, frutto dell'esperienza fatta durante le "stagioni" in strutture ricettive sarde o di altre regioni italiane,  Nerone è diventato piccola pizzeria, per arrivare ad essere il locale attuale, in cui pizza e cucina con prodotti freschi e rigorosamente del territorio offrono un menù assai interessante per più tipologie di clienti, dai ragazzini meno esperti ai gourmet più pretenziosi. Un salto notevole, ma non il punto d'arrivo. A breve, ad esempio, è previsto un ampliamento del locale. 

 

Una selezione di proposte del menù è gluten free, per poter rispondere alle esigenze di alcuni clienti intolleranti al glutine, che non vogliono rinunciare al piacere di gustarsi una buona pizza. Sul menù trovano inoltre esaustiva indicazione, con icone facilmente identificabili poste a fianco di ciascun piatto o pizza ivi presente, i differenti tipi di allergeni presenti negli ingredienti utilizzati.

 

 

 

Dopo l'esperienza pluriennale delle competizioni nelle quali si è distinto e, più recentemente, la partecipazione a Master Pizza Chef ed il successo ivi ottenuto, Claudio ha in programma nuove iniziative che lo porteranno ancora una volta a mettersi in gioco.

 

 

A fine estate ci sarà la terza edizione del Trofeo Quattro Mori, che da quest'anno sarà interamente organizzato dalla Scuola di ristorazione & panificazione da poco fondata da  Claudio insieme ad altri colleghi con cui collabora da anni (Camillo Caddeo, Giuliano Marongiu, Simone Tocco, Cristian Tolu e Alessandro Zara), grazie alla quale sono stati organizzati corsi per semplici appassionati o per professionisti, che con fiducia decidono di investire in formazione, per poter migliorare la propria attività, con presenze di personale docente di rilievo come, ad esempio, Raffaele Pignataro e testi chiari e di facile consultazione, come La pizza al microscopio.

 

 

Alla mia domanda su quale sia la sua pizza preferita si è mostrato indeciso tra la Nerone e la Mr.Grace, ma quando gli ho chiesto che pizza farebbe assaggiare per prima a suo figlio, quando avrà la gioia di diventare padre, non ha avuto dubbi: la bufalina. Io personalmente sono rimasta molto colpita dalla pizza Yaya, una deliziosa proposta vegetariana con le melanzane fritte (non impanate!) croccanti e gustose. Un particolare apprezzamento va alla carta delle birre, provenienti da alcuni birrifici artigianali sardi, tra cui spicca il marchio Barley. Anche i vini sono rigorosamente sardi e provenienti da cantine poco distanti.

 

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