Piedini d'agnello piccanti: una mia rivisitazione di un piatto della tradizione.

Un tempo non troppo lontano si era soliti mangiare ogni parte degli animali, uccisi al solo scopo di mangiarli e non per velleità sportive o peggio, come purtroppo oggi accade non troppo di rado. Nella normale dieta di ogni giorno dei nostri bisnonni (eccezion fatta per coloro che vantino origini nobili o comunque un assai elevato rango sociale) la carne compariva assai di rado e nelle occasioni, per lo più di festa comunitaria, in cui la si consumava, si utilizzava ogni parte dell'animale, per il quale si nutriva maggior rispetto di oggi. Ecco dunque da dove parte questa mia rivisitazione di una ricetta della tradizione. E' mia opinione che assumendo meno carni e, nelle occasioni in cui lo si fa, ponendo attenzione alla loro provenienza, prediligendo allevatori o macellai di fiducia, l'operato dei quali sia il più possibile verificabile, per evitare di contribuire ad inutili sofferenze degli animali sacrificati, potremo tendere ad un sempre più etico sfruttamento delle risorse della flora e della fauna del nostro territorio e, di conseguenza, del nostro pianeta.

Ingredienti:

Dosi per due persone:

-4 piedini d'agnello

-1 spicchio d'aglio

-1 ciuffetto di prezzemolo

-2/3 cucchiai di olio E.V.O.

-1 pizzico di sale fino integrale

-3 peperoncini secchi (piccoli)

-1 pizzico di mix di erbe di Provenza

-una spruzzata di Carignano del Sulcis

-una presa di zucchero di canna integrale

Preparazione

Lavare i piedini, asciugarli e passarli alla fiamma per bruciare eventuali residui di peli. Farli lessare in acqua bollente salata per almeno 30/40 minuti, fino a che la carne inizia a staccarsi dall'osso.

Far rosolare a fiamma viva i piedini nell'olio cui avrete aggiunto il trito di prezzemolo e aglio e un pizzico di sale. Sfumate con il vino, aggiungete lo zucchero, rigirate bene i piedini, quindi abbassate la fiamma, coprite e continuate la cottura finchè la carne non assume il colore del vino. Servite caldi come antipasto.

Un consiglio

Abbinate il medesimo vino che avete usato in cottura oppure una fresca birra Barley BB9, una IGA caratterizzata dalla sapa delle uve Malvasia.

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