Cum grano salis

Vabbe' basta con 'sta storia del chissà che c'è nei brodini in Cina! Perché nei brodini in Europa allora? O il glutammato pensate che lo mettano solo i cinesi (e nemmeno sempre, tra l'altro)? Quanto all'uso di gatti in cucina Italia docet (v. Vicenza, per fare l'esempio più classico, ma non solo). E i teneri conigli? Sono saporita tradizione italiana e tenero animaletto da compagnia per alcuni paesi (ad esempio in America centrale). Dunque... basta fare a chi le spara più grosse! Gli chef cinesi che infilano carne di cane in ogni brodino e i banchetti per strada che vendono spiedini di topo sono leggende metropolitane da svendere a "boccaloni" prevenuti che per "sicurezza" mangiano nei ristoranti per expat dove gli chef vestiti come tecnici nucleari mettono con le pinzette un pisello bollito su ogni microscopico dim sum (spesso poco saporito), operando dietro un vetro posto a fianco dell'ingresso del ristorante per attrarre i clienti, pagando una porzione di ravioli 3/4 volte quello che costerebbe in un ristorantino meno pretenzioso e pure più genuino.

Io che ritengo che mangiare insieme ad una persona sia una delle condivisioni più intime che ci siano, mi arrabbio quando sento simili sciocchezze.

Molti dei piatti che amo di più sono legati alla persona che me li ha fatti conoscere, spesso cucinandoli per me. Ogni paese ha le sue tradizioni e i cibi legati alla propria storia ed alle caratteristiche del proprio territorio. Condividere il cibo, quando ci viene offerto, è un modo per approcciarsi con rispetto all'ospite e comprenderlo meglio. Sminuire il cibo e la tradizione culinaria altrui è un gesto incivile e abbietto, segno di grettezza e limitatezza di vedute.

Sempre più si parla di cibo senza rispetto dei cibi e di chi li mangia, sprezzando le scelte culinarie di qualcuno che al momento non è abbastanza attento all'ultima tendenza, dunque lo si può schernire o peggio insultare.

Sei vegano? Allora sei stupido, ipocrita e nutri male i tuoi figli! Sei carnivoro? Allora vivi tutto il giorno nei fast food e ingozzi di zucchero i tuoi bambini!

Un po' di sano buon senso sarebbe utile a non fare confusione e a non farsi confondere.

Se una persona per scelta sua, sia essa dettata da problemi di salute, da scelte etiche o da quell'accidenti che vuole decide di smettere di mangiare cibi derivati da carni animali deve poterlo fare senza la preoccupazione di doversi giustificare. Se una persona decide di optare per un tipo di dieta che includa, con moderazione, una parte di cibi derivati da carni animali per motivi suoi, deve poterlo fare senza essere tacciato di assassino o sterminatore di greggi. Ciò che serve è vigilare affinchè non si creino le situazioni per cui personale sottopagato maltratti il bestiame, perchè il bestiame allevato non sia eccessivo rispetto alle possibilità del territorio, per riuscire a mantenere un equilibrio tra flora e fauna. Ciò che serve è non perdere il contatto con la terra e con quanto vive e si nutre in essa, noi compresi. Ciò che serve è mantenere la lucidità per far sì che le piccole realtà virtuose non vengano schiacciate da colossi cui importa solo il profitto. Ciò che serve è ricordarsi... cum grano salis. Giudizio, dunque, non giudici idioti!

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