amaranto che nome buono!

"Che cos'è questo mamma?" "Amaranto amore" "Ah! Amaranto! Che nome buono!"

Sarà successo anche a voi di trovarvi in orario di cena e non essere ancora nemmeno arrivate a casa. Che fare?

Ecco come ho risolto io il "problema" ieri sera. Dopo aver chiamato mio marito per chiedergli di accendere il forno, mentre rientravo ho usato il tempo del tragitto in macchina per decidere il menù della cena.

Per fortuna nel pomeriggio avevo già messo in acqua un po' di farina di ceci, dunque una parte della cena era già decisa.

La mia biondina non aveva ancora assaggiato l'amaranto e mi è sembrato il momento giusto di farle conoscere questo curioso cereale. Così, mentre guidavo verso casa, ho deciso cosa servire a cena ai due golosatri... eccovi il menù.

ingredienti

- 1 bicchiere di amaranto

- 2 bicchieri d'acqua

- sale q.b.

- 7-8 cavolini di Bruxelles

- 1 cipollotto fresco

- salsa di soia q.b.

- mezzo cacolfiore

- acidulato di umeboshi q.b.

- insalata mista con rucola

- 250g di farina di ceci

- 750g d'acqua

- rosmarino q.b.

- 1 cucchiaino di sale fino

- olio EVO q.b.

- lievito in scaglie

- semi di zucca

- germe di grano

- alga dulse

preparazione

Mettete in ammollo la farina di ceci nell'acqua per 3-4 ore con un cucchiaino di sale.

Trascorso il tempo dell'ammollo versate il composto nella leccarda del vostro forno che avrete unto d'olio, quindi versate altro olio e, se vi piace, aggiungete un po' di rosmarino. Mettete in forno preriscaldato a 220° a cuocere per circa 20 minuti (come sempre dipenderà dalla resa del vostro forno).


Mentre la farinata cuoce, mettete il bicchiere di amaranto con i due bicchieri d'acqua e un pizzico di sale a cuocere a fuoco lento in una pentola con un buon fondo per 15-20 minuti. Nel frattempo, in una padella, ponete un trito di cipollotto fresco e i cavolini di Bruxelles tagliati alla julienne con un filo d'olio EVO e fateli saltare qualche minuto con alcune gocce di salsa di soia, quindi abbassate la fiamma e lasciateli cuocere a pentola coperta fino al termine della cottura dell'amaranto. Una volta pronto l'amaranto versatelo nella padella con la verdura e mescolate con delicatezza.

La farinata dovrebbe essere già pronta ormai, quindi sfornatela e mettetela su dei taglieri a raffreddare. Usate taglieri di legno, in modo da mantenere la giusta umidità della farinata (l'olio in eccesso sarà inoltre gradito ai vostri taglieri).

Servite in un unico piatto l'amaranto, la farinata, il cavolfiore (che avrete cotto a vapore pochi minuti e condito con olio EVO e acidulato di umeboshi), e un po' d'insalatina mista a rucola (anche questa condita con olio EVO, acidulato d'umeboshi, semi di zucca, lievito in scaglie, germe di grano e alga dulse in fiocchi).

consiglio

Se non amate il rosmarino, evitate di aggiungerlo alla farinata prima di cuocerla e sostituitelo con una spolverata di pepe, macinato fresco sulla farinata appena sfornata.

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